Speravamo che le volgarità e le scempiaggini a cui la Lega Nord e il suo leader ci avevano lungamente abituato («Io il tricolore lo uso per pulirmi il c...», e ancora «Io ho 300mila uomini e i fucili sono sempre caldi per sparare») fossero state una volta per tutte riposte e messe da parte, visto le responsabilità di governo a lungo assunte dalla Lega e dalla stesso Bossi. Evidentemente ci siamo sbagliati. La Lega non ha senso dello Stato e delle istituzioni, come dimostra di non avere alcuno spessore politico e credibilità. Insomma, anche dopo anni di governo con ministri come Roberto Maroni, il Carroccio resta un fenomeno da baraccone, bravi solo nelle pagliacciate e nelle goliardate da bar Sport.
la Lega ha dato dimostrazione di quello che è: un partito di gente che vive su un altro pianeta. Prescindo dalle considerazioni sulla secessione, sul fatto che la Padania esiste perché esiste il Grana Padano ecc. ecc. ecc. Ma oggi la Lega ha bloccato i lavori parlamentari sulla manovra per dire "no alle tasse". Dov'era la Lega negli ultimi 15 anni, mentre lo psiconano uccideva questo Paese? Dov'era la Lega mentre gli accusati di associazione mafiosa rimanevano in parlamento senza andare in carcere? Dov'era la Lega quando si decidevano le leggi sui capitali scudati, sui processi, sulle intercettazioni, sul falso in bilancio. Signori, questa è la Lega Nord: un partito ormai morto che cerca di sfruttare la situazione di crisi attuale per cercare di rimediare qualche voto in futuro. Fa opposizione per dire, domani, che lei ha votato contro la manovra Monti. E noi gli ricorderemo che non ha mai votato contro chi questa crisi l'ha prodotta. Se avete un amico leghista provate a dirgli di tornare sulla terra".
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mercoledì 1 febbraio 2012
domenica 29 gennaio 2012
Sindaco leghista trova il modo per non far leggere un libro anti-lega
Si chiama “L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord”, ed è stato scritto da Lynda De Matteo. E il Carroccio ha trovato il modo per non farlo leggere. Il sindaco leghista di Sesto Calende, paesino del Varesotto, ha comunque fatto ritirare dagli scaffali comunali un volume scomodo. La bibliotecaria aveva acquistato “L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord”, saggio scritto da una studiosa, Lynda Dematteo, che traccia un profilo critico del Carroccio.
Questa la descrizione sui siti in cui è in vendita il libro:
“Alla fine degli anni ottanta, quando gli elettori lombardi sanzionano l’arroganza e la corruzione della classe politica votando per la Lega Nord, si fanno sedurre dall’intemperanza anche lessicale di Umberto Bossi. La sua “idiozia” politica, le maschere che di volta in volta indossa diventano la chiave del suo successo. Il suo stile verbale rievoca il buffone della tradizione medievale, non rispettando niente e nessuno, e deridendo a più riprese le istituzioni. Con lui la pratica politica smarrisce ogni riferimento di senso, diventando una giravolta di annunci, minacce, promesse e intenzioni, in una parola “spettacolo”. Il suo linguaggio e le sue maniere rimandano ai personaggi della Commedia dell’arte: il politico Bossi si trasfigura nella maschera Bossi.Come emerge da questo approccio etnografico, la Lega Nord non si limita a rappresentare le maschere più profonde dell’immaginario collettivo attraverso l’invenzione di un linguaggio tutto “suo”, ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti. La Lega si dimostra più gramsciana della sinistra, conquistando l’egemonia culturale e investendo in modo ramificato tutti i settori della società. La semplicità lessicale, popolare e dialettale agìta contro l’arroganza delle classi colte e urbane si trasforma nel suo contrario: l’arroganza della semplicità. Prefazione di Gad Lerner.”
Marco Colombo, 37 anni, quando ha saputo che la biblioteca lo aveva acquistato si è arrabbiato, e ha sgridato la funzionaria,come lui stesso racconta: “È vero, le ho urlato dietro esiste una commissione che sceglie i libri e non mi risulta che la scelta sia stata condivisa. E poi, diciamolo, la bibliotecaria è di sinistra. I soldi dei cittadini del mio Comune si devono spendere meglio. E se qualcuno proprio vuole leggere quel libro, lo può cercare nel sistema interbibliotecario provinciale, dove ce ne sono già due copie”.
Per evitare che il libro venga letto dal popolo, il premuroso sindaco ha trovato uno stratagemma “legalmente corretto” ovvero come lui stesso ha brillantemente spiegato: “ho ordinato all’assessore alla Cultura, Silvia Fantino, di prendere in prestito il volume. L’assessore lo dovrà restituire, ma io non mi arrendo, lo faremo prendere in prestito da un militante leghista ogni mese, a turno, così manifesteremo il nostro dissenso verso quell’acquisto. Alla fine lo farò ritirare. Naturalmente mi rendo conto che non posso vietare un libro, però posso chiedere alla biblioteca di prestare il consenso alla vendita definitiva, per toglierlo dagli scaffali. E l’acquirente sarà la sezione della Lega di Sesto Calende»
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lunedì 9 gennaio 2012
LEGA NORD: terroni, stranieri e culattoni: fuori dai coglioni! Siam leghisti, siam razzisti
dichiarazioni e provocazioni di esponenti (molto spesso di punta) della Lega :"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni." “E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?” "Terroni di merda!". Calderoli, Borghezio e simili raccontano, a furor di popolo, ciò che il leghista medio vorrebbe sentirsi dire...
Ma non è finita qui: lanciò anche la proposta di un vero e proprio “Maiale Day” con tanto di mostre e ”concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli”, per evitare la costruzione di moschee. Ma d’altronde il suo odio (perché di odio si tratta) verso il “diverso” si manifestò già un anno prima: il 18 settembre 2006, durante un comizio, chiese ad una platea esalatata: “E noi vogliamo far decidere il futuro nostro, del Paese e dei nostri figli a chi fino a cinque anni fa era nella giungla a parlare con Tarzan e Cita?”
Ma Calderoli si è distinto anche per le esternazioni contro i gay: “La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni… Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni”. Ed ancora, quando incombeva la “minaccia” dei Di.Co.: “Se non si fosse ancora capito essere culattoni è un peccato capitale e chi vota una legge a favore dei Di.Co. finirà nelle fiamme del più profondo dell´Inferno”.
Cambiamo politico, ma il registro non cambia. Mario Borghezio non solo con parole, ma anche con azioni ha dimostrato il suo essere razzista: l’europarlamentare, infatti, è un pregiudicato, essendo stato condannato in via definitiva per incendio aggravato da “finalità di discriminazione”, per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino, a 2 mesi e 20 giorni di reclusione commutati in 3.040 euro di multa. Ma anche con dichiarazioni ha palesato la sua indole da ventennio: “Pensate se i nostri nonni avrebbero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda, detto con il massimo rispetto per gli imam, con tutte queste palandrane del cazzo, che circolano liberamente, che organizzano terrorismo e attività sovversive che nessuno controllava in questo paese di Pulcinella, con prefetti che guadagnavano dieci milioni al mese e non facevano un meritato cazzo”.
E ancora. “Gli enti locali non continuino a finanziare una manifestazione alla quale in maggioranza partecipano atleti africani o comunque extracomunitari in mutande”. Questo si domandò Pietro Giovannoni, leghista e presidente del Consiglio comunale di Vigonza, in merito alla maratona che si organizza ogni anno a Padova: a che serve fare una maratona – si chiese – se poi tutti gli anni la vincono extracomunitari e in particolar modo Africani?
Negli ultimi anni, infatti, il predominio del “continente nero” nella competizione non è stata digerito di buon grado dal Carroccio. L’ultima manifestazione (25 aprile 2010), ad esempio, ha visto salire sul podio più alto, tra gli uomini, Gilbert Chepkwoni, mentre tra le donne si è imposta Rael Kiyara. Entrambi keniani. Ed allora ecco l’assurda proposta del leghista: niente più finanziamenti se poi a vincere sono “africani o comunque extracomunitari in mutande”.
E’ evidente: la proposta è alquanto assurda. Ma, anche qui, nulla di cui sorprendersi. Pietro Giovannoni, uno degli uomini di punta della Lega Nord veneta, non è nuovo a queste dichiarazioni e provocazioni. Tempo fa, ad esempio, dichiarò che “I gay sono culattoni”; in occasione della discussione della mozione contro l’omofobia, invece, parlò – ancora una volta – di “culattoni e lesbiche“. Giustificandosi poi per l’uso del termine ingiurioso con il fatto che “in Veneto si dice così“.
È indubbio, allora, che la Lega abbia avuto un ruolo determinante nel rendere l’Italia un Paese razzista. Checché se ne dica, infatti, oggi noi viviamo in un Paese dai tratti fortemente razzisti. E non siamo noi a dirlo. Un vasto rapporto (2009) dell’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’UE dimostra che il razzismo e la discriminazione sono il pane quotidiano dei Paesi membri dell’Unione Europea, ma le vittime molto spesso nemmeno sporgono denuncia, per paura o perché non credono di poter essere aiutate dalle autorità. Lo studio, realizzato nei 27 paesi della UE, si basa su 23500 interviste a persone appartenenti a minoranze etniche e ad immigrati. E indovinate chi troviamo in testa a questa speciale classifica? Proprio la nostra bella e cara Italia
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